I giardini di Palazzo Farnese

anche se facenti parte del palazzo, vantano una storia senza dubbio interessante

I giardini di Palazzo Farnese

I

l cardinale Farnese ei suoi ospiti potevano raggiungere i giardini direttamente dal primo piano del palazzo, dove le sale principali erano situate attraverso un ponte, soluzione adottata in altre ville progettate in un secondo momento, come Palazzo Barberini e Giardino Colonna.

 

Le ville degli antichi romani avevano una struttura in cui l'ospite e i suoi ospiti trascorrevano le ore più calde della giornata, cioè una grotta, una grande grotta artificiale con una fontana che era spesso abbellita con statue. Nel XVI secolo Ninfeo di Egeria era un esempio ampiamente noto di una tale grotta artificiale.

Il cardinale Farnese fu un grande ammiratore del mondo classico e chiese al Vignola, l'architetto che progettò il palazzo, di costruire una grotta nei giardini quadrati dietro l'edificio. Tracce di satiri che scrutavano dalle rocce della grotta facevano parte degli scherzi del giardino. Una grotta molto simile fu progettata nel secolo successivo a Villa del Bel Respiro.

 

I giardini di Palazzo Farnese furono progettati dopo quelli di Villa d'Este a Tivoli. In quest'ultimo sono in piena vista dal palazzo che si trova nella loro parte superiore. A Caprarola invece il cardinale Farnese scelse di nascondere la parte principale dei giardini all'interno di un bosco di castagni, molto simile a quelli che coprivano i dintorni di Caprarola. Gli ospiti del cardinale dovevano "scoprire" questi giardini mentre camminavano nel bosco.

 

L'effetto sorpresa voluto dal Cardinale Farnese oggi è in parte diminuito dalla sostituzione degli alberi di castagno con larici negli anni '50 e dall'apertura di un ampio sentiero attraverso di essi. La fontana sui gradini che conducono ad un piccolo casinò ricorda la Fontana degli Appennini a Villa Lante di Bagnaia, progettata dal Vignola pochi anni dopo la costruzione di Caprarola. Vignola progettò altri giardini per il cardinale Farnese presso Orti Farnesiani a Roma.

 

Questo terrazzo prende il nome dalle cariatidi che lo circondano; il riferimento ai cariatidi, pilastri sotto forma di figure femminili drappeggiate che sostengono una trabeazione, non è corretto. Il Giardino delle Erme sarebbe un nome più appropriato perché le erme, pilastri con una testa scolpita in cima, erano usati dagli antichi greci come segnalini di confine. Le erme di Caprarola influenzarono il design dei giardini privati di Villa Borghese a Roma.

 

Il mormorio dell'acqua che cadeva da una bassa altezza era molto apprezzato dagli antichi Greci e Romani e si pensava che avesse effetti calmanti sulla mente. Questa convinzione ha influenzato il design delle fontane di Caprarola e di quelle degli ospedali arabi, come ad esempio il Bimaristan Argoun ad Aleppo.

 

I Giardini Superiori furono completati da Giacomo Del Duca dopo la morte del Vignola. Il cardinale Farnese fece amicizia con molti poeti e in particolare con Annibal Caro che gli diede consigli sui miti e sui simboli raffigurati nella decorazione del palazzo e dei giardini.

 

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